Gestire i beni culturali di Portoferraio

Risultato atteso


Azione



Competenze



Strumenti finanziari



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APPUNTI DI UNA RIUNIONE E2020T

Musei statali
Mulini
SAn MArtino

Demanio comunale
De Laugier
Vigilanti
Forte stella
Linguella

Privati
Villa romana delle Grotte

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Gestione dei beni culturali

Conferma,come ha detto Cosetta,che ci sono stati diversi interventi di 

recupero architettonico, storico: ad es. i Vigilanti,le Fortezze Medicee, Forte 

Inglese, Linguella recuperata e aperta da anni,

Ma sono tutte situazioni isolate che non hanno un’ottica di sistema e 

soprattutto non hanno una gestione comune che possa renderli fruibili.

Eppure vi sono delle potenzialità enormi.

 Nel misurare il contesto complessivo non si può non considerare una realtà 

non rapportata alla gestione degli enti locali ma di cui è utile tener conto, 

rappresentata dal museo nazionale residenze napoleoniche: attrazione 

altissima per la stragrande maggioranza dei nostri visitatori.

Dopo Uffizi e galleria dell’accademia di Firenze le residenze napoleoniche 

sono ii musei più visitati all’interno della sovrintendenza di Pisa.

E noi che cosa siamo riusciti a fare?

ritardi enormi nella contingenza attuale!

 siamo oggi nel bicentenario napoleonico in previsione del quale la palazzina 

dei mulini è stata chiusa per mesi per lavori con un impegno di spesa di 

650,000 euro ;non solo , c’era poi la previsione di un secondo lotto di un 

milione a compimento dell’intervento: in conclusione c’è stata la semplice 

assegnazione di soli 150.000 euro per il secondo lotto per riuscire a 

malapena a sistemare i bagni.

In parallelo si registra l’altro dato negativo di una gestione, che a dir poco 

non è ottimale: per non parlare del parco della Villa di San Martino, o il 

giardino della Villa dei mulini, entrambi in uno stato di avanzato abbandono.

Tutto ciò non considerando che le residenze napoleoniche rappresentano 

un elemento positivo di grande attrazione che è delittuoso non considerare 

come elemento trainante per distribuire i flussi che potrebbe muovere 

anche su altri istituti culturali.

Ci sono altre realtà di non emanazione diretta né dello stato né di enti locali :

Forte Stella 

Villa Romana Grotte

che dovrebbero entrare in un’ottica di sistema.

Molte di queste strutture (Linguella ,Vigilanti ,Fortezze medicee) sono gestite 

dalla partecipata Cosimo de’ Medici che fra l’altro riceve dal Comune un 

contributo che non è enorme ma significativo (100.000 € / anno.

La gestione è minimale; si limita alla bigliettazione e alla custodia parziale 

con situazione di grande precarietà ,come si è potuto appurare non più 

tardi della nostra ultima riunione del 9 Febbraio scorso sulla mostra di 

Cosmopolis al Forte Falcone.

Senza nessun riferimento personale ,ma sintomatico,la persona che ha curato 

l’apertura straordinaria è la stessa che cura l’apertura del Diurno !!!

C’e’ una parte in gestione alla partecipata che assicura una gestione molto 

minimale e un’altra parte che è gestita dal Comune direttamente.

Con la Cosimo de’Medici gli Scoglio-Attivi (Alessia Del Torto) hanno richiesto 

il contratto perché dovrebbe essere nel sito del Comune come Trasparenza e 

invece non c’è.

Battaglini andato in pensione cinque anni fa e non è stato sostituito. Il 

volontariato chiaramente è integrativo, non sostitutivo. 

La situazione è che i dipendenti dei musei sono statali anche se da diversi 

anni i Comuni hanno la possibilità di prendere in gestione i musei. Non c’è 

stato in questi anni sufficiente consapevolezza all’interno del Comune e 

capacità gestionali.

La cartina al tornasole è esemplificata da un fatto alla fine della prima 

legislatura Peria: in giunta è stato presentata la proposta di un bando per la 

gestione dei siti culturali.

il fatto che il comune mettesse a bando la gestione dei beni culturali la dice 

lunga e l’assurdo è stato che la società partecipata non ha partecipato al 

bando che è andato deserto.

Perché c’era l’illusione che gli aggiudicatari di questa gestione dovessero 

versare dei soldi dal comune il che è assurdo. Nemmeno il Louvre o il 

Metropolitan Museum queste strutture possono al massimo tentare di avere 

il 30% del proprio bilancio, i due terzi devono venire dall’esterno

Il primo affidamento della gestione alla Cosimo nel 2000 con la giunta Ageno 

prevedeva che la Cosimo versasse al comune una percentuale sui biglietti. 

Assurdo ma indicativo dell’ottica

La resa di queste strutture culturali non ci può essere .

La grande resa è nell’indotto ;si deve investire su una scelta forte a monte .

Un altro esempio di deficit imprenditoriale i sistema è la faccenda della Villa 

Romana delle Grotte.

Tutti si lamentano perché è chiusa .

C’è stata una fase in cui ciascuno proponeva la propria soluzione. 

Poi la Fondazione ,nata per la salvaguardia della Villa, è uscita con un 

comunicato in cui si rendeva disponibile a mettere a disposizione il sito 

senza chiedere alcunché a chi avesse voluto gestirla

L’interessato avrebbe potuto investire avendo un ritorno dalla fruizione del 

sito;la Fondazione avrebbe avuto un ritorno in termini di qualità.

Nessuno si è fatto avanti e la Villa è soffocata dalle erbacce.

Con questo patrimonio che abbiamo, non c’è in ballo nessuno preparato a 

gestirlo con professionalità e passione.

La mostra permanente al Falcone sulla citta medicea:

“Museo” il comune voleva questo termine. Per fare museo ci vogliono 

oggetti, sede e personale scientifico. Qui ci sono due elementi ma manca il 

terzo. Quindi chiamiamola mostra permanente.

IPOTESI DI PROPOSTE SU CUI LAVORARE

La Cosimo non ha risolto alcun problema: ad es. la gestione del porto che è 

attiva in tutto il mondo avrebbe prodotto un avanzo che avrebbe compensato 

il settore in perdita come il teatro e gli istituti culturali.

In realtà non si e realizzato tant’è vero che il comune paga se chiede dei 

servizi in ambito culturale;paga alla sua partecipata.

Le visite ai musei sono raddoppiate relativamente alle Fortezze, ma anche le 

fortezze sono aperte come un parco, non come un museo.

Interviene Gasparri :Sul porto il vero business non e il servizio 

giornaliero ma i servizi che gli dai.

Regolamento dei servizi per la Cosimo: se il posto barca tabellare al 

giornaliero estivo ha un certo prezzo, le varie societa di servizi portuali 

viene riconosciuto uno sconto molto considerevole del 30 per cento e 

loro rivendono il posto con servizio di taxi, ecc con una cifra decisa da 

loro. Incapacita di fare servizi aggiuntivi e di piazzare il porto nelle fiere 

internazionali, alla fine l’incasso è meno di quello che dovrebbe essere.

Consapevolezza del contesto in cui ci si muove.

La nuova Amministrazione dovrà pensare di far nascere qualche altra cosa 

che non è più la Cosimo de’ Medici.

Soluzioni cooperative (di giovani )

Scolarità di massa anni ’60 formate delle competenze ci sono giovani 

preparati nel settore artistico, archeologico, che non vedrebbero l’ora di dare 

il loro contributo.

Tanto per andare sul concreto: questi 100.000 € che diamo alla Cosimo se 

li dessimo a una cooperativa di giovani pretendendo un processo formativo 

continuo e che non avesse solo attività di bigliettazione ma soprattutto 

personale qualificato e motivato.

Alternativa alla Cosimo de’ Medici che non deve essere una Srl o SpA ma può 

essere una cooperativa di gestione che stabilisce un contratto di servizi col 

Comune occupandosi di settori diversi.

E infine serve un intervento serio di manutenzione ordinaria su queste 

strutture : La Linguella è stata aperta 30 anni fa, i Vigilanti 15 anni fa,ci sono 

grosse crepe sulle pareti.le tende sono ususrate, c’è forte umidità, manca un 

servizio minimo di guardaroba ed altro ancora.

Noi abbiamo tante cose ,un grosso patrimonio , ma bisogno gestirlo meglio.

All’interno della realtà elbana, Portoferraio oltre a un minimo di spiaggia e di mare, 

rispetto al resto dell’isola ha una funzione di servizi culturali e potenzialità di 

stagione lunga.

Su Elbareport Cosetta parla di un museo della Marineria.

Pinacoteca sempre aperta per due mattine la settimana mentre il Falcone è chiuso, 

Progetto dei lavori al Falcone

Il modulo dei finanziamenti dei fondi europei prevede anche che si indichino le 

forme di gestione che sono fondamentali per il progetto POLIFUNZIONALE

Operazione di recupero, ma manca la utilizzazione che nel nostro caso è 

fondamentale.

Il punto nodale è che il Patrimonio richiede investimenti e questi non possono che 

essere rintracciati intercettando i Fondi europei.

Demanio: 
Demanio pubblico incredibile: statale e comunale mezzo centro storico è proprietà 
pubblica Piazzetta Duchoqué si arriva ai Mulini
Ex caserma dei pompieri Scala mobile interna percorso interno ?? Sotto i voltoni dei 
padiglioni dei mulini
Fra la De Laugier e la scuola 
Codice Urbani e normativa datata, possibilità di gestione di strutture direttamente 
legate al territorio.
Puoi aumentare il biglietto d’ingresso ma poi ti danno possibilità di bookshop e altro 
Biglietto unico a Firenze tra musei statali e demaniali .
Dieci anni fa Claudio Bini ,dirigente Provincia, ha commissionato l’affidamento di 
uno studio di questo tipo per una gestione diversa dei musei nazionali a DELOITTE 
&Touche.
Battaglini era nella commissione collegata, ma non venne fuori niente, e non è mai 
stato collegato al pubblico.
Dirigente Provincia Guido Cruschelli
Contratto specifico molto interessante di Federculture: federazione dei soggetti che 
lavorano in ambito culturale .
Il 12 Febbraio scorso c’è stato a Roma un interessante convegno su questi temi 
organizzato proprio da Federculture (vedi sito).
Interviene Gasparri:
Per ora nel sito di ELBA2020 Team c’è poco sulla Cultura e propone ad esempio una 
scheda che riporti sistematicamente un progetto di:

 RIUSO DELL’ARSENALE DELLE GALEAZZE
Paolo chiede la collaborazione di Battaglini per completare questa parte del sito
aprendo anche una sezione “Scuole e occupazione giovanile di qualità”.